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Ideacreativa.it | August 20, 2014

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Content Curation, il lavoro del futuro

Content Curation, il lavoro del futuro
linomarra
  • On 7 novembre 2013
  • http://www.ideacreativa.it

E’ acclarato ormai che nel settore del marketing (soprattutto quello non convenzionale e dei nuovi media) nascono terminologie come funghi, quasi tutte anglosassoni mutuate dagli States. Che poi queste nomenclature nascondano attività interessanti è possibile, ma la tendenza generale è inventare nomi per anticipare fenomenologie del nuovo marketing. Il termine del giorno è “Content Curation“, mi ricollego al mio ultimo articolo sul Content (o meglio Inbound) marketing, per descrivervi di cosa si tratta.
L’87% dei marketer afferma che il “Content Marketing” oggi è la chiave di successo delle loro strategie di marketing online, ancora di più del SEO e di altre iniziative (articolo); sostanzialmente, il contenuto di valore, ben organizzato/convogliato, porterebbe ad ottenere molto di più rispetto ad una semplice navigazione da Google search o alla consultazione di Wikipedia (senza parlare di Facebook).

Il termine viene attribuito a Rohit Bhargava, autore di alcuni libri sul marketing, che lo avrebbe coniato e scritto addirittura un “Content Curation Manifesto“. Alla base del suo manifesto c’è un’analisi preoccupante ma realistica – condotta da alcuni esperti - che vedrebbe nel prossimo futuro il raddoppio dei contenuti sul web ogni 72 ore.

11334704 di cacao in polvere con un setaccio e un cucchiaio Content Curation, il lavoro del futuroIn una tale situazione, la sola analisi da parte di un algoritmo (es. quello di Google search) non sarà più sufficiente per trovare quello che stiamo cercando. Per soddisfare la fame di contenuti da parte degli utenti su qualsiasi argomento, sarà necessario istituire una nuova figura professionale edita al lavoro on-line. Afferma Bhargava nel suo manifesto che questa nuova figura professionale non avrà il compito di creare più contenuti, ma di dare un senso a tutti i contenuti che gli altri stanno creando, trovare il contenuto migliore e più rilevante e portarlo alla luce (dargli evidenza/priorità).
Le persone che sceglieranno di assumere questo ruolo saranno conosciuti come “Content Curators”, curatori di contenuti.
Il futuro del web sociale sarà guidato quindi da questi curatori di contenuti, che si faranno carico di raccogliere e condividere i migliori contenuti on-line per gli altri fruitori e assumeranno il ruolo di “editori” per i cittadini, pubblicando raccolte di contenuti – creati da altri – di grande o maggiore valore.
Al contempo, questi curatori porteranno ordine nel web sociale ed anche una migliore fruibilità, offriranno alle imprese un nuovo punto di vista, ma solo a quelle che saranno in grado di connettersi con i clienti – creando un dialogo completamente nuovo, basato sul contenuto di valore, piuttosto che sui messaggi markettari creati dai brand (che popolano ora soprattutto i social media, vedi I Like = I Buy).

Rohit Bhargava ha identificato 5 modelli di Content Curaton: 1) Aggregation, organizzare le informazioni più rilevanti su un determinato argomento in un unico luogo; 2) Distillation, organizzare i contenuti in un formato più semplice dove solo le idee più rilevanti vengono condivise (semplificazione); 3) Elevation, individuare una tendenza più ampia; 4) Mashup, organizzare contenuti in modo che la fusione di questi ultimi venga utilizzata per creare un nuovo punto di vista; 5) Chronology, organizzare informazioni in base al criterio cronologico per comprenderne l’evoluzione e dimostrarne la continuità.

 Content Curation, il lavoro del futuro

Quindi – per ricapitolare – la Content Curation è la capacità di filtrare e aggiungere valore ai contenuti che riceviamo quotidianamente da tutte le fonti online (search e social), ossia il processo di selezione, raccolta, organizzazione (e successiva condivisione) dei contenuti relativi ad un particolare argomento o area tematica. Tali servizi possono essere erogati da imprese o utenti finali, in manuale attraverso la figura del “Content Curator“, che altro non è una sorta di broker di contenuti che lavora per accelerare il processo di scoperta di contenuti interessanti/rilevanti, o in automatico attraverso tool o siti di raccolta collaborativa (anche detti siti c.d. “Content Repository”) come Bloglovin che opera delle selection di blog tematici preferiti. Il proprietario di un blog può creare un profilo su Bloglovin, può collegarlo al proprio blog e lasciare che il sito diffonda i contenuti ad un target estremamente settorializzato. Inoltre, può a sua volta creare delle “web collection” scegliendo blog di suo interesse. Il servizio risulta estremamente utile anche per il ranking grazie ai badge e ai rimandi ipertestuali tra i due siti, oltre che al sistema di like e share interni.

Proprio per ridurre il tempo trascorso a spulciare tra le informazioni online (aggiungerei alla ricerca del contenuto “buono” ed eliminando il c. d. rumore), si stanno diffondendo anche tool per la creazione di giornali e riviste online (paper.li, scoop.it, storify, flipboard etc.), aggregano feed dai web e dai social fidelizzando il lettore in quanto questi sistemi solitamente hanno anche valide applicazioni mobile e tablet disponibili in free download.

Curators fatevi avanti… costruite valore per i vostri contenuti web!

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