Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Ideacreativa.it | July 23, 2018

Scroll to top

Top

POES media mix – Paid, Owned, Earned e Shared Media

POES media mix – Paid, Owned, Earned e Shared Media
linomarra
  • On 14 novembre 2013
  • http://www.ideacreativa.it

Il web è un media preso d’assalto da aziende e privati, che ogni giorno immettono migliaia di contenuti saturando le piazze virtuali di confronto e di informazione (si vedano anche gli articoli sulla content curation e sul content marketing). In un contesto di questo tipo, ormai neanche più tanto giovane (Internet in Italia è arrivato nel 1996), soltanto la semplice ideazione e pianificazione di strategie da parte di un brand non risulta di facile elaborazione, nasce il bisogno di analizzare e categorizzare gli ambienti della tripla w (world wide web) per capire come vengono utilizzati e come muoversi tra questi per ottenere il massimo dei benefici.

Possiamo dire che Internet è un media costituito da 4 differenti “sotto media”, che chiameremo “POES” – Paid, Owned, Earned e Shared Media. Analizziamoli in dettaglio.

Paid Media – I Paid Media rappresentano la tipologia che più si avvicina ai mezzi classici, sono gli ambienti del web dove avviene la pubblicità online “tradizionale”, ossia dove gli inserzionisti – attraverso i vari circuiti Google Adwords, Yahoo SEM o altri network di siti – impostano campagne ed elaborano i loro annunci display e pay per click per la rete di ricerca o altre sponsorizzazioni. Il vantaggio di questi media è la possibilità di avere – praticamente su richiesta – un certo grado di controllo ed anche di modulabilità/scalabilità. L’avvento del social advertising, poi – su siti come Facebook, Twitter e LinkedIn e YouTube – offre ai marketer un’altra possibilità per ottenere visibilità nei canali dove consumer e buyer passano gran parte del loro tempo. La comparsa di questi “brand messages” o “social ads” e di contenuti all’interno di questi media può risultare un buon marketing mix assieme alla condivisione sociale e alla ricerca organica (si veda articolo su Inbound Marketing).

Earned Media – Si potrebbe definire il risultato degli sforzi delle attività di PR e media relation per ottenere la copertura nei settimanali o nei magazine offline e nelle testate o nei blog online. Sostanzialmente, gli Earned Media sono quelli che danno al brand una presenza (es. tramite la pubblicazione di un articolo o di una recensione) senza dover attivare alcuna pubblicità a pagamento (vedi Paid Media). Rientrano in questa definizione di media anche i brand che appaiono online come “customers empowered to publish” (clienti autorizzati a pubblicare), ossia quegli utenti esperti – o semplicemente molto informati/aggiornati – che creano contenuti per conto dei brand, favorendo anche un buon passaparola spontaneo (es. l’uscita di una nuova app si trasforma in una recensione spontanea su un proprio blog di ICT).

Owned Media – Sono i media, i contenuti e le attività sui quali il brand ha il diretto controllo, come siti web e blog corporate, newsletter e brand page/canali su social media. I brand si comportano sempre di più come editori organizzati con una propria redazione interna per la gestione e la creazione dei contenuti. Quando si parla di Owned Media, ci si riferisce spesso al concetto di “Content Marketing” per alludere alle strategie e alle attività che si possono mettere in atto grazie ai contenuti – sapientemente veicolati sui canali di ricerca e sociali – per facilitare/favorire la scoperta delle informazioni sul brand (si veda Inbound Marketing). I contenuti coinvolgono i clienti e favoriscono le relazioni in tutto il ciclo di vita del cliente (c.d. engagement). L’impiego di “Branded content” per raggiungere il pubblico/target, sia quello grande che di nicchia, non è immediatamente misurabile/quantificabile, ma nel lungo periodo può portare benefici in termini di crescita e senza che a questa corrisponda una crescita dei costi.

Shared Media – E’ il media che nasce dalla presenza del brand nel web sociale e dall’interazione dei consumatori con i “branded content” all’interno di siti come Facebook, Twitter e YouTube, e che fa si che il contenuto sia “Shared Media” dal momento che è il risultato di una interazione condivisa.
A causa della natura intrinseca delle condivisioni social e dell’engagement che si crea all’interno dei social network, i contenuti pubblicati su Shared Media possono estendersi ad altri attraverso il network personale di qualcun altro (le proprie amicizie) e così via. I Paid e Owned Media possono influenzare/ispirare gli Shared Media. Gli Shared Media possono influenzare/ispirare gli Earned Media.

ICart POES media mix   Paid, Owned, Earned e Shared Media

Per concludere possiamo dire che il Paid Media è sicuramente il più costoso rispetto agli altri e che l’Owned Media da solo non basta, ormai le migliori strategie digitali fanno riferimento a queste distinzioni e i piani di marketing sono sempre di più un media mix. Quali inserireste voi nel vostro piano di marketing mix? Finirà che alla fine il marketer sarà una specie di deejay di mezzi e attività di marketing, da oggi in poi lo potremmo chiamare DJ POES!

Comments