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Ideacreativa.it | October 17, 2017

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Viral toys e il marketing dei finti action figures

Viral toys e il marketing dei finti action figures
linomarra
  • On 27 dicembre 2012
  • http://www.ideacreativa.it

one piece makaizou nude figures 002 232x300 Viral toys e il marketing dei finti action figuresNell’articolo precedente, ho fatto riferimento all’importanza – da parte di chi produce – di lavorare per fare in modo che si sviluppino legami tra i consumatori e il proprio brand. I “brand character” sono una soluzione per eliminare questa distanza, potendo incarnare un personaggio di fantasia o delle circostanze di vita, ma possono anche “intrattenere una celebrità in scenari di fantasia”. E’ un pò l’equivalente di ciò che avviene con i manga giapponesi e gli “action figure”.

Cosa sono gli action figure?  Letteralmente “modellino in azione”, è un’espressione che si riferisce a quella categoria di giocattoli quali ad esempio G.I. Joe o Big Jim, ma anche le riproduzioni in scala di personaggi di film o serie televisive come Guerre stellari o Star Trek, di campioni del wrestling, di cantanti, di militari e così via.

steve jobs toy figure japan 500x569 custom 263x300 Viral toys e il marketing dei finti action figuresProdotti inizialmente come merchandising legato all’uscita di film o serie televisive, gli action figure pian piano sono diventati un fenomeno legato alla riproduzione dei personaggi più celebri in forma di giocattolo. A tal punto che oggigiorno sono moltissimi i collezionisti di questi toy e se ne producono davvero molti, soprattutto negli US ed in Giappone, basta fare un giro su ebay… hanno riprodotto celebrità come Obama e Steve Jobs, la cui action figure è veramente molto realistica e costa circa 100 dollari (clicca qui).

Dicevo quindi, che grazie all’avvento dei social media e della rete, si vedono aziende fare scelte contrarie rispetto al passato e dare vita a brand character nuovi, magari che non si sono visti in spot televisivi perché non ci sono proprio arrivati, sono “character 2.0” (low budget) ad uso esclusivo del marketing digitale o del piano di comunicazione. Queste “mascotte virtuali” sono ideate “in primis” per la rete, per innescare quei meccanismi di passaparola tipici dei social network, in un gioco di identità che li fa sembrare reali. Sostanzialmente, si tratta di un contenuto che viene creato per essere virale in Internet e solo se si realizzano dei presupposti può giungere su media classici (es. se il pubblico dei social ne decreta il successo).

Molte aziende abbiamo visto si limitano ad impiegare i loro character in advertising, altri si spingono anche a farli divenire merchandising, anche se alcuni criticano questa sovraesposizione del character.

CatturaObama 300x201 Viral toys e il marketing dei finti action figuresAltre aziende – invece – potendo contare su testimonial in carne e ossa, o dovendo lanciare un prodotto che vede delle celebrity coinvolte, incentrano le proprie strategie di marketing partendo proprio dalla considerazione inversa: ossia dalla trasformazione in “cartoon-type character” o “avatar” del personaggio noto, o meglio ancora dalla trasformazione del personaggio famoso in un “toy”. Questo toy può essere reale, ossia messo in produzione come “action figure”, oppure – come più spesso accade per queste strategie – può restare solo virtuale, una sorta di finto giocattolo che funga da catalizzatore dell’interesse o della curiosità del pubblico nella strategia di comunicazione (da cui “viral toys“).

Se la necessità delle agenzie di marketing è ideare un contenuto virale per Internet che porti con sè le caratteristiche del prodotto esaltandole in positivo, cosa c’è di meglio di cavalcare la notorietà di qualcuno millantando l’immissione in produzione di un nuovissimo e fiammante giocattolo (dai mille impieghi) che lo ritrae? 

crisback 4 232x300 Viral toys e il marketing dei finti action figuresIl toy può avere, infatti, vari utilizzi, può essere un semplice pupazzo oppure un pupazzo multifunzione, che funga da accendino, telecomando o cavatappi, entrando nella disponibilità delle persone (possesso+utilizzo quotidiano) si fa portatore di valori comuni e diventa familiare… diventa più simpatico.

L’operazione si presta poi con estrema facilità alla realizzazione di video virali e alla creazione di liste tramite raccolta di indirizzi email dal sito web (costruzione di un database). Se il toy piace, si può ipotizzare lo sviluppo di una serie di clip d’animazione (o modellazione 3d) che intrattengano la celebrità in uno scenario di fantasia.

Non dobbiamo dimenticare, infatti, che uno dei principali motivi per cui si realizza un’operazione del genere, è proprio la possibilità di spaziare sul tema e costruirci sopra una serie di divertenti spot virali ad uso web, in cui viene lanciato un nuovo sorprendente pupazzo multifunzione.

crisback 5 300x183 Viral toys e il marketing dei finti action figuresNegli spot si potrebbero ad esempio vedere utenti manipolare con soddisfazione il nuovo pupazzo e metterne in luce le varie funzionalità: es. il “super Cristiano power Malgioglio” è contemporaneamente un rasoio, un accendino, un apribottiglia, una macchinettà per il caffè, un epilatore laser, un hard disk portatile, un ombrello, una penna, un vaporizzatore di profumo unisex molto erotico…etc. Negli spot virali una scritta avverte che si tratta di funzioni simulate perché il vero “Cristiano” canta, balla e fa cose straordinarie …solo su Rai1.

crisback 6 268x300 Viral toys e il marketing dei finti action figuresGli spot riportano “visto in tv” e “compralo subito”, oltre al link ad un curioso sito web (es. supercristianotoy.raiuno.it) dove il gioco continua: gli utenti possono prenotare – registrandosi sul mini sito – per acquistare una copia del portentoso pupazzo in prossima produzione e distribuzione! In realtà chi prenota partecipa all’estrazione di posti in prima fila per vedere dal vivo Cristiano.
il vero Cristiano: che fa cose straordinarie solo su Rai1 !

Inutile che vi dica che oltre ad un canale video youtube apposito, il toy avrà un profilo Facebook e Twitter con tutta una serie di gallery fotografiche del toy in situazioni rocambolesche, un folto network di amici e contenuti extra.

Grazie per l’attenzione e mi scuso con Cristiano Malgioglio per averlo trasformato in toy per un articolo :-)).

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